Leonardo.it I say blog!
  • 02
  • feb
  • 2012

Racconti di Carnevale, la fuga di Pulcinella di Rodari

Di Chiara R, in Fiabe e filastrocche.

Il Carnevale, una delle feste più allegre e divertenti, ha ispirato da sempre molte storie, poesie e filastrocche. Sono davvero molti, infatti, gli autori italiani e non che hanno scelto di dedicare al Carnevale alcune delle loro opere. Tra questi troviamo Gianni Rodari, scrittore italiano specializzato in letteratura per i più piccoli. Oggi, care mamme, voglio farvi conoscere un racconto di Rodari dedicato proprio al Carnevale: La fuga di Pulcinella. Si tratta di una storia tratta da Favole al telefono che narra le disavventure della marionetta Pulcinella che sceglie di tagliare  i propri fili per girare il mondo. Ma, spesso, il mondo non è cosi sicuro…

 

Pulcinella era la marionetta piú irrequieta di tutto il vecchio teatrino. Aveva sempre da protestare, o perché all’ora della recita avrebbe preferito andare a spasso, o perché il burattinaio gli assegnava una parte buffa, mentre lui avrebbe preferito una parte drammatica. «Un giorno o l’altro,- egli confidava ad Arlecchino, – taglio la corda». E cosí fece, ma non fu di giorno. Una notte egli riuscí a impadronirsi di un paio di forbici dimenticate dal burattinaio, tagliò uno dopo l’altro i fili che gli legavano la testa, le mani e i piedi, e propose ad Arlecchino: «Vieni con me».

Arlecchino non voleva saperne di separarsi da Colombina, ma Pulcinella non aveva intenzione di portarsi dietro anche quella smorfiosa, che in teatro gli aveva giocato centomila tiri. «Andrò da solo» decise. Si gettò coraggiosamente a terra e via, gambe in spalla. «Che bellezza, – pensava correndo, – non sentirsi piú tirare da tutte le parti da quei maledetti fili. Che bellezza mettere il piede proprio nel punto dove si vuole».

Il mondo, per una marionetta solitaria, è grande e terribile, e abitato, specialmente di notte, da gatti feroci, pronti a scambiare qualsiasi cosa che fugge per un topo cui dare la caccia. Pulcinella riuscí a convincere i gatti che avevano a che fare con un vero artista, ma ad ogni buon conto si rifugiò in un giardino, si acquattò contro un muricciolo e si addormentò. Allo spuntare del sole si destò e aveva fame. Ma intorno a lui, a perdita d’occhio, non c’erano che garofani, tulipani, zinnie e ortensie. «Pazienza»  si disse Pulcinella e colto un garofano cominciò a mordicchiarne i petali con una certa diffidenza. Non era come mangiare una bistecca ai ferri o un filetto di pesce persico: i fiori hanno molto profumo e poco sapore. Ma a Pulcinella quello parve il sapore della libertà, e al secondo boccone era sicuro di non aver mai gustato cibo piú delizioso. Decise di rimanere per sempre in quel giardino, e cosí fece. Dormiva al riparo di una grande magnolia le cui dure foglie non temevano pioggia né grandine e si nutriva di fiori: oggi un garofano, domani una rosa. Pulcinella sognava montagne di spaghetti e pianure di mozzarella, ma non si arrendeva. Era diventato secco secco, ma cosí profumato che qualche volta le api si posavano su di lui per suggere il nettare, e si allontanavano deluse solo dopo aver tentato invano di affondare il pungiglione nella sua testa di legno. Venne l’inverno, il giardino sfiorito aspettava la prima neve e la povera marionetta non aveva piú nulla da mangiare. Non dite che avrebbe potuto riprendere il viaggio: le sue povere gambe di legno non lo avrebbero portato lontano. «Pazienza - si disse Pulcinella- morirò qui. Non è un brutto posto per morire. Inoltre, morirò libero: nessuno potrà piú legare un filo alla mia testa, per farmi dire di sì o di no». La prima neve lo seppellí sotto una morbida coperta bianca. In primavera, proprio in quel punto, crebbe un garofano. Sottoterra, calmo e felice, Pulcinella pensava: «Ecco, sulla mia testa è cresciuto un fiore. C’è qualcuno piú felice di me? » . Ma non era morto, perché le marionette di legno non possono morire. E’ ancora là sotto e nessuno lo sa. Se sarete voi a trovarlo, non attaccategli un filo in testa: ai re e alle regine del teatrino quel filo non dà fastidio, ma lui non lo può proprio soffrire.

 

Photo credit | Thinkstock

Termini legati all'articolo: , , .
Altri articoli:

Articoli correlati a "Racconti di Carnevale, la fuga di Pulcinella di Rodari"

  • Carnevale 2012, filastrocche per bambini

    Le festività natalizie sono passate da poco più di dieci giorni e molte di voi si stanno ancora riprendendo da cene, regali, feste ed invasioni di campo da [...]


  • Il pulcino cosmico di Gianni Rodari

    Manca solo una settimana all’arrivo della Pasqua e i preparativi per questa Santa festa sono, ormai, entrati nel vivo. Tra le attività più divertenti ed interessanti da svolgere [...]


  • Poesie di Carnevale per bambini

    Il Carnevale, si sa, è una festa molto allegra e divertente amata da grandi e piccini. Oggi, care mamme, in vista del Carnevale ho deciso di proporvi delle [...]


  • Filastrocche di Carnevale

    Il Carnevale, festa amatissima da tutti i bambini, ha ispirato moltissime poesie e filastrocche. Sono numerosi, infatti, gli autori italiani e non che hanno dedicato alcune opere al [...]


  • Favole per bambini: A toccare il naso del re di Rodari

    Scrittore e pedagogista italiano, Gianni Rodari ci ha lasciato moltissimi scritti per bambini: favole, filastrocche, poesie, etc.. L’obiettivo principale delle opere di Rodari è quello educativo che grazie [...]




Commenti:

Commenta su "Racconti di Carnevale, la fuga di Pulcinella di Rodari"



Il network di ISayBlog!


Get Adobe Flash player il-detergente-per-il-bagnetto-una-scelta-non-casuale

Diventa fan di TuttoMamma



Il nostro Sondaggio della Settimana

In vacanza con i piccoli tra maggio e giugno

View Results

Loading ... Loading ...

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla Newsletter e ricevere tutti i nuovi post del blog:

Registrati & Login

Registrati ed identifica i tuoi commenti comodamente.

Feed RSS

Tieniti sempre aggiornato, iscriviti ora ai Feed Rss.