I racconti del parto, La storia di Ennia

piedini neonato

La nascita di Vincenzo Maria era prevista per il 23 febbraio e, fino a dicembre, si temeva si dovesse programmare il cesareo. Beh, il mio piccolino non solo è nato spontaneamente, ma addirittura tre settimane prima! Ma andiamo per ordine.

Dopo la perdita di un bimbo, io e il mio Ale ci abbiamo provato per mesi, senza successo. Era un susseguirsi di calcoli, temperatura e osservazioni. Poi un bel giorno abbiamo deciso di affidarci solo al Signore. Avrebbe deciso Lui se e quando avremmo avuto un bambino. Così siamo andati a fare una brevissima vacanza e al ritorno… eravamo in tre!

Ho sentito di amare il mio Spurlino (il nomignolo che gli abbiamo dato non sapendo il sesso) dal primo istante ed è stato meraviglioso sentirlo muoversi e vederlo crescere! Ma ahimè, il pericolo è sempre in agguato: nel mese di settembre un gravissimo lutto mi ha fatto stare tanto male.

Tanto da essere ricoverata in ospedale per tre giorni, a causa di perdite. Due mesi di progesterone via intramuscolo (io, che odiavo e odio gli aghi), e riposo, quasi assoluto. Ricordo chiaramente ogni più lieve sensazione.

Poi, il 31 gennaio sera ho avvertito una strana sensazione: perdita di muco e una sensazione di leggerezza. Ma non mi sono preoccupata. Diversamente, mio marito mi dice: “Secondo me è questione di uno due giorni al massimo”. E il giorno dopo, alle 6:30 si rompono le membrane.

Corsa in ospedale, monitoraggio e dilatazione velocissima: alle 14:30 Vincenzo nasce! me lo mettono in grembo. E’ bellissimo, perfetto e proprio come lo avevo immaginato. Si è accucciato sul mio seno ed ho pensato, tra le lacrime, che la mia vita ora era completa.

Che miracolo partecipare attivamente alla nascita di una nuova vita!

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