congedo di paternità
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Congedo di paternità, raddoppiano i giorni

Congedo di paternità si cambia: le nuove direttive europee approvate dal Parlamento UE il 4 aprile con l’obiettivo di offrire maggiore equilibrio nella conciliazione fra lavoro e famiglia, raddoppia i giorni del congedo di paternità obbligatorio facendolo arrivare a dieci giorni. 

Le modifiche non saranno immediate visto che gli stati europei hanno a disposizione tre anni per potersi adeguare alla nuova normativa di riferimento. 

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Ma in effetti non mancano le novità relative al congedo di paternità e al congedo di maternità. 

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Congedo di paternità, Procter&Gamble Italia garantisce 8 settimane pagate ai neo papà

Rivoluzione in casa Procter&Gamble Italia: a partire dal 1 marzo l’azienda punta sui padri e decide di offrire il congedo di paternità. Si tratta di un permesso retribuito di otto settimane consecutive che i neo papà possono prendere entro i 18 mesi di vita del figlio. 

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Per la multinazionale americana (con sede italiana) si tratta di un’interessante novità che equipara gli uomini alle donne nella gestione dei figli: concretamente è un’iniziativa che intende sostenere entrambi i volti della genitorialità proprio per ridurre il gender gap nel mondo del lavoro.

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Spagna, il congedo di paternità diventa come il congedo di maternità

Rivoluzione in Spagna: il consiglio dei Ministri spagnolo ha appena approvato un decreto legge che va ad equiparare di fatto il congedo di paternità al congedo di maternità.

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In sostanza il permesso di paternità viene ampliato in maniera progressiva fino a 16 settimane, sei delle quali diventano obbligatorie: viene previsto inoltro il 100% dello stipendio, per poterlo equiparare di fatto al congedo di maternità e favorire in questo modo la corresponsabilità genitoriale. L’annuncio dell’introduzione della norma è arrivata dalla vicepremier e ministra all’uguaglianza, Carmen Calvo, nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione del governo.

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Legge di Bilancio 2019, stop al congedo di paternità

Dopo il bonus bebè, nel 2019 potrebbe saltare anche il congedo obbligatorio per i padri lavoratori: la Legge di Bilancio 2019 non contiene articoli che vadano a rifinanziare la misura. 

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Fino allo scorso anno il congedo di paternità concedeva fino a cinque giorni, quattro dei quali retribuiti per intero anche ai papà.

Nel corso del 2018, il congedo di paternità può essere utilizzato entro i primi cinque mesi dalla nascita del figlio: introdotto nel 2013 in via sperimentale, nel corso degli anni è stato prorogato. 

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Papà baby sitter, raddoppiati i congedi

Dimenticate i tempi in cui erano solo ed esclusivamente le mamme ad occuparsi dei bambini: è boom di papà babysitter che chiedono il congedo parentale per poter accudire i neonati (ma si fa riferimento anche alle nascite, alle adozioni o agli affidamenti) occupandosi di loro dopo la maternità obbligatoria della madre.

Il congedo di paternitò chiaramente è alternativo al congedo di maternità della madre e è fruibile dal padre lavoratore dipendente anche adottivo e affidatario, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.

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Congedo parentale, cresce il numero dei papà che lo richiede

Lo rivelano i numeri di una recente ricerca dell’Aldai, l’Associazione lombarda dirigenti aziende industriali: da un confronto tra i dati del 2008 e quelli del 2013 la quota dei padri che hanno scelto, dopo la conclusione del periodo di maternità obbligatoria della mamma, il congedo parentale sarebbe passato dal 7 al 12%. Nello specifico sono stati 33 mila i padri che nel 2013 hanno deciso di sospendere la propria attività lavorativa per dedicarsi alla cura dei propri bimbi.

Papà neonato

Mamme lavoratrici, dal 2013 arriva il bonus per asilo e baby sitter

In Italia una donna su quattro lascia il proprio lavoro dopo la nascita del primo figlio. Una tendenza abbastanza preoccupante che ci allontana dall’Europa e fa crescere a dismisura la disoccupazione femminile. Il governo Monti sembre deciso ad invertirla e ha preso proprio in questi giorni un provvedimento in tal senso: dal 2013 infatti le neo-mamme lavoratrici potranno usufruire di un bonus per il pagamento di asilo e baby sitter.

Crisi economica e occupazione femminile, sempre più madri costrette a lasciare il lavoro

La crisi economica colpisce duro le donne italiane, soprattutto se sono madri. Nel 2010 solo il 50 per cento della popolazione femminile del Belpaese aveva un’occupazione; il dato, seppure più basso della media europea di circa dieci punti, non sarebbe neppure troppo scoraggiante se non fosse che riguarda le donne che non hanno figli. La percentuale di donne occupate scende infatti al 45.5 per cento tra le donne che hanno almeno un figlio di età inferiore a 15 anni e al 35.9 per cento per quelle che hanno due figli. Questi i dati del rapporto Mamme nella crisi di Save the children, presentato lo scorso 18 settembre.

Il congedo di paternità è una bufala

Abbiamo parlato del congedo di paternità come l’acquisizione fondamentale del diritto dei padri di passare del tempo con il loro figlio, anche se la madre è una casalinga. Abbiamo trattato le novità sul congedo di paternità, come miglioramenti di una normativa europea (risalente ormai al 2010) che è diventata direttiva nei vari paesi dell’unione.

Non avevamo però finora avuto nessun riscontro o meglio nessuna testimonianza in merito.

E ora dal blog “Quante storie papà” è arrivata la notizia: è una bufala!

Congedo di paternità, un diritto anche se la mamma è casalinga

Il congedo di paternità è un diritto. Anche nel caso in cui la mamma è casalinga e quindi impiegata a tempo pieno nella cura della casa e dei figli. A stabilirlo è una sentenza emessa qualche giorno fa dal giudice del lavoro Margherita Bortolotto che si è pronunciato sul caso di un  poliziotto della questura di venezia, impiegato nel settore amministrativo.

Novità sul congedo di paternità

Durante la legislatura precedente, a marzo di due anni fa, il governo e le parti sociali si sono riunite con lo scopo di conciliare lavoro e famiglia e di meglio regolare la genitorialità attraverso una modulazione degli orari di lavoro. L’intesa prevedeva la possibilità del congedo di maternità part time estendibile ad un anno, l’incentivazione del telelavoro, l’istituzione di banche dati e maggiore flessibilità negli orari di lavoro da parte delle aziende e dei datori.

Misure d’obbligo. Specie se si considera che, giustamente, si guarda con interesse agli incentivi alle assunzioni di donne e mamme.

In questi giorni si è riaperto il dibattito non solo sui diritti e il congedo di maternità, ma anche su quello di paternità.

Diminuiscono le nascite, ma crescono i congedi parentali. Cosa succede?

Si fanno sempre meno bambini e questa purtroppo è una certezza. Così come non si cade in errore sostenendo che l’Italia sta diventando un paese di vecchi, con tutto rispetto per i nonni. Ciò che però stupisce è l’aumento dei congedi parentali.  I lavoratori decidono di stare a casa ad assistere, giustamente, i loro bambini.

Diritti dei genitori: la legge 53 a tutela della paternità


La legge n° 53 sui congedi parentali, in vigore dal 28 marzo del 2000, ha un pò rivoluzionato il rapporto tra famiglia e lavoro, sostituendo la vecchia normativa del ’71 che s’intitolava Norme per la tutela della maternità e non comprendeva diritti anche per i papà.

La nuova normativa, invece, intitolandosi Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città, fa presagire come l’appoggio alla famiglia sia globale e non rivolto solamente alla madre lavoratrice.

Ecco in sintesi i diritti principali dei genitori: