La placenta previa

 
Micol
4 ottobre 2009
2 commenti

placentapreviaLa placenta viene definita previa nei casi in cui si sviluppa nella parte bassa dell’utero, davanti all’apertura della cervice,  e va ad ostruire parzialmente o totalmente l’uscita del feto verso il canale del parto. Normalmente invece si sviluppa nella parte superiore della parete dell’utero e viene poi espulsa, alla fine del parto, per distacco spontaneo dalla parete uterina.
Il problema principale nasce dal fatto che la placenta non ha una natura elastica e quindi non può accompagnare le modificazioni a cui è sottoposto il collo dell’utero in prossimità del parto. E trovandosi tra il bambino ed il collo dell’utero ne ostacola la nascita. Il pericolo in caso di placenta previa è che questa si distacchi prematuramente causando perdite o addirittura emorragie, mettendo così in pericolo sia la mamma che il bambino.

Ci sono dei fattori di rischio che possono indicare la possibilità di placenta previa:

  • L’età della madre è superiore ai 35 anni.
  • Il numero di gravidanze avute, maggiori sono le gravidanza maggiore è il rischio.
  • La madre è una fumatrice
  • La madre ha avuto gravidanze gemellari
  • La madre ha già sofferto di placenta previa.

La diagnosi di placenta previa si effettua di solito nel terzo trimestre di gravidanza attraverso il controllo ecografico, prima di questo periodo si parla di placenta bassa una condizione che si risolve di solito per il meglio con il passare delle settimane. A volte le donne si rendono conto di soffrire di placenta previa perchè hanno dei sanguinamenti dopo il quinto mese, si rivolgono al ginecologo che le diagnostica questa patologia.

Nel caso in cui si evidenzi sofferenza fetale o si scateni un’emorragia imponente si procede con l’esecuzione di un parto cesareo d’urgenza. Se invece le condizioni della mamma e del bambino non destano preoccupazioni, prima di intervenire con un parto cesareo, viene imposto alla donna l’obbligo assoluto di stare a riposo per evitare lo scatenarsi delle contrazioni.  Ciò per permettere al bambino di terminare la maturazione polmonare. Il ginecologo può comunque considerare l’opportunità di ricoverare la donna in ospedale per seguire meglio l’evolversi della situazione ed intervenire tempestivamente in caso di emergenza.

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Commento

  • #1gloria pioli

    saLVE MI CHIAMO GLORIA HO 25 ANNI SONO IN CINTA ALL’OTTAVO MESE IL MIO GINE DOO AVER FATTO L’ECOGRAFIA M DICECHE HO UNA PLACENTA INVECCHIATA PERCHE FUMO 30 SIGARETTE AL GIORNO MI DICE CHE IL BIMBO PESA 1,850 GR E’ SOTTO PESO INOLTRE IN 8 MSI NON HO MAI FATTO UN ANALISI COSA PUO CAITARMI AL MOMENTO DELLA NASCITA GRAZIE GLORIA

    3 gen 2011, 08:40 Rispondi|Quota
  • #2Chiara R

    Ciao Gloria, innanzitutto dovrei davvero rimproverarti perchè il fumo è un acerrimo nemico della tua salute e soprattutto di quella del tuo bambino. LA placenta invecchiata è un normale stadio evolutivo della placenta a partire all’incirca dalla 33esima settimana.. nel tuo caso c’è un rallentamenmto della crescita fetale proprio a causa di questo invecchiamento.. Ti consiglierei di smettere di fumare, di eseguire controlli più frequenti e di stare a riposo per favorire l’ossigenazione fetale e quini la crescita. Il tuo ginecologo,potrebbe valutare la necessità di un parto pre.termine. In bocca al lupo e facci sapere

    3 gen 2011, 11:03 Rispondi|Quota