Enuresi, le cause fisiologiche e psicologiche

di Fabiana Commenta

Tecnicamente si chiama enuresi e in sostanza il volontario o involontario rilascio ripetuto di urina nei vestiti o a letto in una fase di sviluppo in cui i bambini dovrebbero aver acquisito del tutto il controllo degli sfinteri, 2 anni per le femminucce, 3 per i maschietti.

Ma l’enuresi può avere cause di carattere fisiologico e psicologico come ricorda la guida dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. 

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Le cause fisiologiche

Le cause fisiologiche dell’enuresi sono legate all’eccessiva produzione di urine durante la notte o alla anomala attività della vescica: può presentarsi solo con il disturbo notturno oppure associata a disturbi urinari diurni. 

Di certo per risolvere il problema è necessario individuare il fattore predominante e intervenire.

L’enuresi è quasi sempre un fenomeno temporaneo, ma si può intervenire con un ormone antidiuretico sintetico e gli antispastici per la vescica in base ai casi dopo i 6 anni di età o in alternativa ai farmaci intervenire con l’agopuntura tradizionale.

È importante però non sgridare mai i bambini quando si fanno la pipì sotto: non devono essere sgridati, ma piuttosto rassicurarli sul fatto che si tratti di problema passeggero.

Se l’enuresi persiste oltre una certa età è comunque consigliabile rivolgersi a uno specialista per una visita accurata, un esame delle urine e un’ecografia.

Le cause psicologiche

Non mancano le cause psicologiche: è anche normale che di tanto in tanto i bambini possano fare la pipì a letto fino ai 5 o 6 anni. Si può parlare di disturbo se il fenomeno si ripete con una certa frequenza e perdura per un periodo lungo almeno 3 mesi in bambini al di sopra dei 5 anni e in caso di risultati negativi sarebbe il caso di prendere in considerazione l’approccio dello psicologo.

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Speso l’enuresi è associata a un disturbo emozionale o comportamentale che può essere causato da fenomeni passeggeri e legati ad eventi stressanti ed ansiogeni che incarnano la stabilità e le certezze del bambino. Potrebbe trattarsi della separazione dei genitori, di un lutto, del trasferimenti, di una nascita di fratelli o sorelle, di richieste prestazionali eccessive: generalmente ne soffrono i bambini molto sensibili. IN questo caso è bene affrontare il problema considerandolo un segnale  e consultare uno specialista, psicologo, psicoterapeuta dell’età evolutiva che possa valutare correttamente la situazione.

 

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