Come gestire i capricci e gli strilli dei bambini

di Mariposa Commenta

Tra le tappe dello sviluppo c’è anche quella chiamata “capricci e strilli”. Molte mamme sanno già bene di che cosa si sta parlando e avranno alzato gli occhi al cielo per rassegnazione. Mediamente questa fase inizia intorno ai 2 anni e poi si evolve fino al termine dell’adolescenza. Possono esserci molti tipi di capricci e le cause possono essere differenti.

capricci

Molto spesso sono il risultato di un momento di stanchezza, non a caso il bambino tende ad avere reazioni di questo genere soprattutto la sera. Come si deve rispondere? Non urlando, anche se capita a tutti di alzare la voce. Davanti a una mamma o a un papà urlante, il bambino maturerà la convinzione che il capriccio è il giusto mezzo per ottenere ciò che vuole.

Bisogna essere zen (e mentre lo scrivo per voi, lo ripeto a me stessa) e imparare che i bambini urlano e strillano, è normale e non bisogna farsi esasperare. Lasciate quindi che si sfoghi, senza però dargliela vinta. La mamma deve continua a parlare lentamente, rassicurandolo e invitandolo a comunicare in modo corretto.

Il bambino deve capire che ci sono delle regole e vanno rispettate. Per rafforzare questa idea, premiamolo e facciamo i complimenti al bambino quando si comporta in modo corretto anziché punirlo quando sbaglia o fa i capricci. Non deve essere punito, piuttosto cercate di fargli capire quali sono le cose che non funzionano: se urla non avrà ciò che desidera, se piange non otterrà niente di quello che chiede. Sono due canali comunicativi che deve lasciare al dolore, alla malattia e a situazioni gravi.

Non capirà subito, dovrete ripeterlo spesso. I bambini però ci ascoltano e anche se oggi potrebbero non darci soddisfazione, domani dimostreranno di aver imparato e di essere degli adulti migliori di noi. È l’unica certezza che mi frutta nella testa quando la mia bambina sembra una posseduta e urla che vuole vedere Masha e Orso.

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