2 novembre, le poesie per la commemorazione dei defunti

di Fabiana Commenta

Dopo la giornata del 1 novembre dedicata a tutti i Santi, si celebra oggi la commemorazione dei defunti. E come ricordare chi non è più fisicamente vicino a noi, ma resta accanto ai nostri cuori? Ecco tre poesie selezionate da leggere in occasione della giornata dedicata ai defunti, adatte anche ai bambini per capire il significato della morte e ricordare con affetto i nostri cari scomparsi.

poesie, 25 aprile, giorno dei morti

Di seguito le poesie Sotto la pioggia di Giovanni Pascoli, Strada del cimitero di Corrado Govoni, Contro la morte di John Donne. 

 

Sotto la pioggia 

di Giovanni Pascoli

O camposanto che sì crudi inverni

hai per mia madre glaciale e sparuta,

oggi ti vedo tutto sempiterni

e crisantemi. A ogni croce roggia

pende come abitata una ghirlanda

Donde gocciano lagrime di pioggia.

Sibila tra le festa lagrimosa

una folata, e tutto agita e sbanda. 

Sazio ogni morto di memorie, posa. 

 

Contro la morte 

di John Donne

Morte, non essere troppo orgogliosa,

se anche qualcuno ti chiama terribile e possente

Tu non lo sei affatto: perché quelli che pensi di travolgere

in realtà non muoiono, povera morte, né puoi uccidere me.

Se dal riposo e dal sonno, che sono tue immagini,

deriva molto piacere, molto più dovrebbe derivarne da te,

con cui proprio i nostri migliori se ne vanno, per primi,

tu che riposi le loro ossa e ne liberi l’anima.

Schiava del caso e del destino, di re e disperati,

Tu che dimori con guerra e con veleno, con ogni infermità,

l’oppio e l’incanto ci fanno dormire ugualmente,

e molto meglio del colpo che ci sferri.

Perché tanta superbia? Perché tanta superbia?

Trascorso un breve sonno, eternamente,

resteremo svegli, e la morte non sarà più,

sarai Tu a morire.

 

Strada del cimitero

di Corrado Govoni

Strada disabitata in mezzo agli orti

Piena di fiori e di malinconia, 

strada che mena al soggiorno dei morti

che frequenta la mia nostalgia:

strada silenziosa dove l’erba

Prospera come in un vecchio monastero

solitaria traducila che serva

come un sento di ceri e di mistero.

 

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